postheadericon Obiettivi e finalità

"Basta che siate giovani perché io vi ami assai" (San Giovanni Bosco)

Premessa.
In una società altamente informatizzata come la nostra ed esageratamente colma quasi fino alla nausea di virtuale, moltissime sono le opportunità di interazione, ma davvero poche risultano le occasioni di dialogo e di confronto individuabili in senso stretto. E’ infatti riscontrabile che le nuove tecnologie, se da una parte contribuiscono (fortunatamente) a migliorare la qualità della nostra vita, dall’altra sviliscono la comunicazione, trasformandola da relazione uomo-uomo a relazione uomo-macchina. E’ compito degli ambienti educativi e delle associazioni di volontariato a carattere giovanile disfare questa comune tendenza, educando i giovani all’uso corretto del tempo libero mediante iniziative che possano privilegiare il confronto ed il raggiungimento di un sano protagonismo giovanile riscontrabile nel sistema educativo salesiano di San Giovanni Bosco (Sistema Preventivo).
La musica, unitamente alle altre arti espressive, costituisce un decisivo e determinante strumento educativo nell’attuale sfera giovanile.


Obiettivi.
Giovani Voci
è una manifestazione canora nata con l’intento di regalare a bambini e ragazzi la possibilità di esibirsi su un palco di fronte ad una platea per sperimentare la tensione di un sano confronto che ha come obiettivo l’incontro stesso tra i ragazzi all’insegna della musica. Giovani Voci si prefigge, quindi, di offrire a bambini e ragazzi l’opportunità di esprimersi e di interagire tra loro. La musica, grazie alla universalità e alle emozioni che trasmette, risulta un importante mezzo idoneo a tale scopo. La possibilità di esibirsi di fronte ad una platea di spettatori diventa, poi, uno spunto per crescere e superare ostacoli anche di natura emotiva. La competizione in se stessa finisce per assumere un’importanza marginale, ma allo stesso tempo può risultare una interessante vetrina per chi dimostrasse buone capacità canore e interpretative. Obiettivo chiaro del concorso, infatti, è anche quello di consolidarsi come appuntamento annuale per ricercare nuovi talenti che hanno voglia di intraprendere la via del tortuoso panorama musicale moderno.
Più recondito, invece è il compito di risvegliare il territorio dal torpore provocato dalla monotonia del quotidiano vivere metodico: le strade e le piazze del nostro paese devono ritornare ad essere centro di aggregazione e di scambio culturale e non soltanto tristi tracciati di collegamento tra i luoghi di lavoro e le abitazioni. Va disfatta la tendenza che ci vuole sempre più schiavi delle mura domestiche e della tecnologia superflua. In opposizione a questa inclinazione le manifestazioni culturali rivestono un fondamentale compito di aggregazione. I buoni risultati ottenuti nelle varie edizioni dimostrano la genuinità del progetto Giovani Voci.
Un’occasione da non perdere - quindi - per i tanti giovani talvolta penalizzati dalla mancanza di iniziative che li vedano protagonisti.


Don Bosco, il Santo dei giovani...

Straordinario educatore e indimenticabile parroco, Giovanni Bosco nacque il 16 agosto 1815 in una famiglia contadina poverissima a Becchi Castelnuovo d'Asti (oggi rinominata Castelnuovo Don Bosco). Rimasto orfano di padre a soli due anni matura la vocazione sacerdotale fin da subito. Nel 1841, giovane prete, arriva a Torino e comincia ad esplorare la città per farsi un'idea delle condizioni morali dei giovani. Ne rimane sconvolto. Ragazzi che vagabondano per le strade, disoccupati, sbandati e depressi pronti a qualsiasi cosa. Rimane inoltre profondamente impressionato dal constatare come tanti di quei ragazzi prendano da subito la via delle patrie galere. Capisce che non può rimanere indifferente a tutto ciò e decide di agire per cercare di sanare, come può, la difficile situazione. Aiuta dunque i ragazzi a cercare lavoro, si prodiga per ottenere condizioni migliori a chi è già occupato e fa scuola ai più intelligenti. Nasce così nella periferia torinese il primo oratorio. Nell'aprile 1846 apre a Valdocco nella "casa Pinardi" un oratorio intorno al quale nascerà col tempo il grandioso complesso della casa-madre dei Salesiani. Il problema di accogliere non per alcune ore bensì a tempo pieno ragazzi senza casa diventa fondamentale ma si apre un problema di natura finanziaria. Don Bosco diventa promotore in prima persona della sua iniziativa e si mette alla ricerca di fondi. La prima benefattrice è la madre Margherita che vende tutto quello che possiede per sfamare i ragazzi. Tra i giovani che hanno don Bosco per padre e maestro, qualcuno gli chiede di "diventare come lui". Così nasce, con la cooperazione di don Rua e di don Cagliero, la "Società di San Francesco di Sales" che darà vita all'omonimo ordine dei Salesiani. I Salesiani danno ai giovani non solo pane e una casa, ma procurano loro istruzione professionale e religiosa, possibilità di inserirsi nella vita sociale e buoni contratti di lavoro. Don Bosco diventa col tempo una figura di rilievo nazionale. Uomo di straordinaria intelligenza, tanto da essere spesso consultato da Papa Pio IX, era dotato di "poteri" quasi sovraumani e forse, per chi crede, di natura divina (ad esempio, ripeteva fedelmente intere pagine di libri dopo averle lette una sola volta), Don Giovanni Bosco rimase sempre altrettanto straordinariamente una persona umile e semplice. Nel 1872, instancabile, fonda la Congregazione femminile delle Figlie di Maria Ausiliatrice, detta delle Suore Salesiane. Pochi anni dopo, è il 31 gennaio 1888 quando si spegne a Torino, circondato dal cordoglio di tutti quelli che lo avevano conosciuto, lasciando dietro di sé una scia luminosa di opere concrete e di realizzazioni. Don Bosco venne dichiarato venerabile nel 1907, Beato nel 1929 e Santo nel giorno di Pasqua, 1 aprile 1934. Il 31 gennaio 1958 Pio XII, su proposta del Ministro del Lavoro in Italia, lo ha dichiarato "patrono degli apprendisti italiani".

16 agosto 1815 - 16 agosto 2015: bicentenario della nascita di Don Bosco.

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